Weekend in San Sebastian

Avevo parlato precedentemente della mia paura “cosa faro’ nel fine settimana?”, “mi ritroverò da sola?”… così non é stato e di questo ne sono contenta. Bisogna però dire che quando si é fuori occorre uno sforzo: bisogna informarsi, guardarsi intorno, vedere se ci sono attività, cose che possono interessare a me e ad altre persone.

Il weekend passato é stato all’insegna di alcune belle mangiate. Nella giornata di venerdì abbiamo avuto un seminario e poi abbiamo mangiato pintxos sulla terrazza della nuova residenza. Avevamo una vista bellissima sulla spiaggia della concha.

Nel pomeriggio tardi siamo usciti e siamo andati in un bar sulla spiaggia Ondarreta. C’erano ancora delle persone sulla spiaggia, alcune facevano il bagno, altre giocavano. E’ ormai quasi estate ma qui non é caldo. Poi ci siamo avviati verso casa mia e abbiamo preparato una pasta alla carbonara e poi siamo usciti.

Il sabato per me é stato una giornata piena di giri da fare, volevo comprami un cellulare per la scheda spagnola, alla fine l’ho trovato. Non volevo spendere troppo, cercavo un cellulare semplice, che avesse il minimo indispensabile.  La mattina, sono passata per caso davanti alla cattedrale ed era appena finito un matrimonio. Come erano vestiti curiosi gli invitati!!! Molto meno classici, ma piuttosto COLORATI rispetto alla media degli invitati ai matrimoni italiani. Nel pomeriggio mi sono messa alla ricerca della bicicletta. Prima sono andata a guardare quella che un mio amico aveva lasciato qui a San Sebastian quando aveva trascorso 3 mesi l’anno scorso. Purtoppo non era in buoni condizioni, aveva dei problemi al freno davanti, e la catena non scorreva sulle corone quando cambiavo marcia. Mi son detta, “vado a vedere in un posto dove so che vendono biciclette usate”. Questo negozio si trova nel quartiere di Gros, di fronte alla terza spiaggia di San Sebastian. Avevano diverse biciclette, ma non della mia taglia purtroppo. Pero’ essendo un negozio in cui si vende roba usata, ho trovato a pochissimo 2 libri in spagnolo per bambini, e li ho comprati così comincio a memorizzare parole nuove. Dopo aver fatto anche la spesa sono tornata a casa e dopo sono andata dagli altri a mangiare Il gnocco fritto. La domenica a pranzo sono stata a casa dei miei amici Iraniani, al pranzo era invitato anche un fisico molto bravo che ha ormai 82 anni. E’ inglese e trascorre circa due mesi all’anno in questa città. E’ un signore molto raffinato, a cui piace parlare molto. Quello che colpisce acoltandolo mentre parla é che la sua vita é andata al passo con la storia della fisica, nel senso che ha raccontato di Feynman (per citarne uno) e poi tanti altri personaggi che ho letto più volte nei libri… L’equazione di X, il teorema di X e Y… bé lui ha conosciuto sia X che Y !!! Il pranzo era ottimo e la compagnia quindi molto piacevole.

Alcune riflessioni sulle 3 giornate. Ho camminato tanto a piedi per la città, mi é piaciuta molto. Ho una grande curiosità di conoscere quello che si fà e di andare alla scoperta della città. Ho visto ragazzi con le tavole da surf sotto il braccio, ho notato che i bambini piccoli nelle carrozzine sono proprio belli, sono paffutelli e con un colorito color pesca. Ho visto anche tante persone girare da sole durante il giorno, in centro verso il mare, come me del resto. Ho notato che non c’é traffico, d’altra parte si gira tranquillamente con i mezzi e a piedi.

Il messaggio finale é che per stare bene bisogna impegnarsi, non dare nulla per scontato ed eventualmente essere io a proporre qualcosa da fare.

Primi 3 giorni a San Sebastian…

Quando sono rimasta in casa da sola appena arrivata a San Sebastian (2 giorni fa), mi ha preso una grande tristezza. Ho pulita la camera, mi sono fatta il letto, insomma ho cercato di crearmi un ambiente in cui mi sentissi a mio agio. Il primo pensiero comunque é stato “Ma chi me l’ha fatto fare?”, va bene che mi devo cercare un posto fisso e che per questo uno deve accumulare esperienze.. ma perché uno per trovare un lavoro se ne deve andare lontano… mi pare proprio un’ingiustizia… Diciamo che stare soli é proprio dura, mi viene spesso la paura di cosa fare la sera? e il fine settimana? spero di essere forte…

Diciamo che con il passare delle ore, le cose si stanno piano piano aggiustando e sto cominciando ad abituarmi all’idea. Mi accorgo che con forza ce la posso fare, anche pensando che alla fine tutto sommato é per un periodo di tempo limitato.

Ho speso quasi tutta la giornata cercando informazioni su internet sulla città. Ho guardato su DonostiaKultura, trovando per la giornata di oggi, l’incontro con una ragazza che presentava il suo libro tradotto in castigliano. Ci sono andata, é stata un’occasione per farmi a piedi dall’Università fino alla parte Vieja facendomi tutto il lungomare, e poi passando per il centro. Sono arrivata dunque alla biblioteca che si trova nella plaza della constituciòn. Ho chiacchierato con una ragazza basca.  Poco prima sono passata da Vodafone per acquistare la scheda spagnola e dal giornalaio per il Diario Vasco. Penso che almeno avrò modo di conoscere meglio la città e di sapere cosa si fa. Dal momento che ho realizzato che l’unico modo per ambientarsi é quello di conoscere le persone, ma questo richiede la conoscenza dello spagnolo, allora sono passata da FNAC per comprarmi un libro di grammatica spagnola. E così si inizia… con un po’ di fatica.

Se skype muore dopo pochi secondi dall’avvio…

… con un semplice “Aborted” guardare qui: http://ubuntuforums.org/showthread.php?t=974212

Balader à Grenoble

Qui a Grenoble ho cambiato stile di vita. Mi muovo di più, non trascorro più tanto tempo in macchina, e passo molto più tempo all’aria aperta.

Nel fine settimana però spesso utilizziamo la macchina per raggiungere il punto di partenza di itinerari di montagna. Camminiamo tanto. Ieri per esempio siamo arrivati sopra i 2000 m, raggiungendo la vetta del cosiddetto Dente di Crolles.

Un paio di volte siamo andati invece con un gruppo di persone, all’ora di pranzo condividiamo il cibo con tutti. Quindi abbiamo abbandonato l’abitudine di preparare e portare un panino da casa.

Ho rivalutato la montagna, soprattutto quando si può godere di una tale varietà di paesaggi.

Emozioni

Ora che un altro anno sta per finire e che ho trascorso il natale con i miei parenti, mi rendo maggiormente conto di quello che rappresenterà per me il prossimo anno.
Una decina di giorni fa ho consegnato la tesi di dottorato.  Questo é già un primo traguardo raggiunto. Discuterò la tesi a fine gennaio, poi partirò per lavorare fuori. Sono contenta ed entusiasta di tutte le mie scelte, se non fosse che un po’ di tristezza mi gonfia ogni tanto gli occhi di lacrime. Mi dispiace per i miei genitori. Mi sto accorgendo che nonostante condividano le mie scelte, sono tristi anche loro. Penso che quando un figlio se ne vada di casa é come se i genitori si sentissero improvvisamente “invecchiati”. Credo che sia questa la cosa che faccia più male.

So che un giorno mi sentiro’ come loro.

L’Aquila

http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=9266

Domenica sono stata a L’Aquila. La scelta del ristorante in pieno centro città non é stata casuale. E’ stato piuttosto un contributo all’economia di questa città, sperando che riparta presto. Invito TUTTI ad andarci, a fare ognuno la sua parte, seppur piccola.  E’ proprio triste guardare in faccia il vuoto e il silenzio. Per non parlare dei paesini e le frazioni intorno.

Proprio in questa settimana “Il corriere” propone un VIDEOREPORTAGE in CINQUE PUNTATE sul dopo terremoto.

Non si parla d’altro…

Perché in questi giorni si parla solo di cronaca?

Perché altre notizie non vengono altrettanto amplificate? oppure perché non incuriosiscono allo stesso modo?

Di sicuro c’é maggiore curiosità nello scoprire giorno dopo giorno come si sono evolute le indagini di un certo delitto… ma perchè? se poi quella storia andrà nel dimenticatoio e i problemi reali persistono?

Vorrei aggiungere un piccolo commento: Il tg1 delle 20 di domenica 17 Ottobre e’ stato secondo me esemplare. Il caso di Avetrana e’ stato al centro dell’attenzione per quasi 12 minuti, con aggiornamenti vari nel corso del telegiornale. Una mini notizia di politica, su Bossi e le elezioni anticipate. E poi? la donna rumena, incidenti autostradali e altri casi di cronaca, per concludere un po’ di previsioni meteo. E il mondo dove era in quei 30 minuti?

LaTex Error: File `achemso.cls’ not found

Come non perdersi d’animo e rimboccarsi le maniche di fronte a problemi con LaTex apparentemente incomprensibili… Così la prossima volta so da dove devo partire… da qui.

1) LaTex Error: File ` achemso.cls’ not found

Primo tentativo: cercare in Synaptic Package Manager. Una volta capito che si deve trovare in texmf-texlive, cerco questa dir in /usr/share/texmf-texlive/tex/latex/  Qui ho trovato una dir chiamata achemso e dentro c’era achemso.sty. Ok allora manca achemso.cls. Bene lo cerco su google e arrivo su questo sitohttp://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/achemso/. Ho seguito le istruzioni scritte sotto nella parte di “Installation”, dopo aver scaricato e salvato achemso.dtx nella dir sopra indicata. E poi ho eseguito

  • $ sudo update-texmf
  • $ sudo texhash
  • 2) LaTex Error: File ` cleveref.sty’ not found

    (cleveref.sty e’ un pacchetto latex molto utile per le referenze)

    qui ci sono riassunte un po’ di informazioni, come si usa e soprattutto come si installa http://www.dr-qubit.org/latex.php#cleveref-download

    Occore andare qui: http://www.ctan.org/tex-archive/macros/latex/contrib/cleveref/ e scaricare i file che occorrono: cleveref.ins e cleveref.dtx e salvarli in /usr/share/texmf-texlive/tex/latex/cleveref

    Si procede come sopra.

    Ora il mio paper e’ compilato correttamente!!

    Listening English

    Ecco una serie di link a siti internet in cui è possibile ascoltare brani in inglese.

    Ne ho trovato uno in cui ci sono brevi notizie molto semplici http://www.simpleenglishnews.com/

    Poi questo http://www.esl-lab.com/ che è fatto molto bene: c’è una fase di ascolto, poi di lettura del testo e poi alcuni esercizi per imparare le nuove parole utilizzate nella traccia ascoltata.

    In generale credo che sia molto importante esercitarsi con accenti diversi, per esempio l’irlandese, lo scozzese, o anche il neozelandese che è un inglese veramente tosto. E’ vero che imparare l’inglese con il corretto accento è una cosa importante ecc. ma di fatto, è maggiore la probabilità di parlare con una persona non madre lingua.Prendete un tedesco per esempio e mettetelo di fronte al th, otterrete questo http://www.youtube.com/watch?v=VSdxqIBfEAw

    Capita poi di essere così fortunati e incontrare un vero British Man e allora lì ti rendi conto quanto è necessario insistere e insistere…. e insistere….

    Ho recentemente scoperto che il Corriere della Sera ha una sua pagina in Inglese. Questo mi fa molto piacere. Mi piacerebbe che in Italia si diffondesse una sempre maggiore apertura alle lingue. Mi piacerebbe anche avere i film in tv in lingua originale, chissà se chiedo troppo :)

    Scendere dall’ottovolante… si puo’

    Sono felice di essermi imbattuta per caso in questo libro:

    Ho letto le prime 100 pagine ed ho scoperto che é possibile scendere da un ottovolante. :)   La metafora é molto azzeccata. Un ottovolante é un circolo vizioso, un’abitudine di pensieri e azioni, da cui ci siamo sentiti travolti ormai tanto tempo fa. Siamo scesi di tanto in tanto, ma puntualmente ci siamo risaliti! Perché succede ciò? E come si fa a scendere definitivamente?

    La cosa bella é che fin dalla prima pagina ho imparato che, é alla portata di tutti, controllare alcuni pensieri, quelli che ci accompagnano e fanno da sottofondo alle nostre giornate (come il canto dei grilli), ed acquisire un atteggiamento nuovo, e sempre positivo. Adesso so individuare le mie piccole paure che ogni tanto si affacciano alla mia mente, e a non dar loro più peso. Così in un attimo la mia mente si svuota, mi sento serena e felice come sono sempre.

    Le paure ostacolano. bloccano e ci offuscano… Ora invece sono di nuovo solare…. e mi sentiro’ così per molto molto tempo…. :)   Voglio finire di leggerlo e poterne parlare a tutti!

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